I prossimi giorni 18, 19 e 20 novembre si celebrerà la IX Conferenza annuale dell’OIDP nella città italiana di Reggio Emilia, città che quest’anno detiene la Presidenza della rete, con il titolo “Giovani, cittadinanza e democrazia partecipativa”.
Davanti agli importante cambiamenti che stiamo vivendo su scala planetaria e alla crisi del sistema della democrazia rappresentativa, è doverosa una nuova impostazione delle forme di gestione dei servizi e della partecipazione che coinvolgano i quartieri, le associazioni e anche ogni singolo individuo.
Nella cornice della democrazia partecipativa bisogna adoperare altri strumenti che servano a creare un sentimento d’appartenenza attiva nel territorio e che consentano di fondare un nuovo patto con la cittadinanza. Come? Tramite un investimento in politiche sociali e di servizio: adattando e misurando l’offerta secondo i bisogni specifici delle persone.
La cittadinanza dovrebbe essere in posizione d’uguaglianza d’opportunità per l’accesso ai benefici del sistema. Esiste quindi un rapporto diretto tra l’esercizio dei servizi e la sfera dei diritti. L’idea è che le istituzioni devono offrire uguaglianza d’opportunità nell’accesso ai servizi e alle ricorse pubbliche in modo da generare rapporti sociali contraddistinti dall’uguaglianza di dignità.
Sia nell’alveo delle politiche sociali che nella fondazione dei diritti civili, i giovani rappresentano oggigiorno la categoria politica più esposta. Ogni giovane nasce “alieno” alla coesione sociale fondata “prima” della sua comparsa in società. I giovani sono quindi, alieni a un tipo di coesione sociale di un’epoca ormai passata, poiché precedente ai cambiamenti e mutazioni demografiche, sociali e economiche della globalizzazione.
Questa Conferenza è concepita prestando particolare attenzione nella partecipazione dei giovani in tutte le sedute (come gli adulti), facendo assumere loro il ruolo di attori protagonisti che conferiscono ricchezza alla vita della città e superando l’idea di parlare dei giovani senza contarci su.
L’incontro ha anche la pretesa di essere il più ricco ed eterogeneo possibile, abbinando interventi - provenienti da diversi punti geografici e concepiti sempre nel rispetto del criterio di parità di genere - di rappresentanti politici, di specialisti teorici e di accademici di diverse discipline e presentazioni di esperienze concrete; allo stesso tempo, ci sarà un tempo riservato al dibattimento e al dialogo in tutte le sedute, in modo da sentire anche la voce dei partecipanti. D’altra parte, si vuole favorire la riflessione costruttiva e partecipata in modo specifico a partire d’una seduta di lavoro congiunta guidata da specialisti e che partirà dai diversi assi tematici.
Le sessioni dedicate agli assi tematici permetteranno di approfondire aspetti specifici della tematica generale che saranno trattati in quattro prospettive differenziate. S’incomincerà dall’introduzione teorica fatta dal coordinatore e sarà lo spazio in cui saranno introdotti i casi pratici o le esperienze, presentate come elementi d’utilità che possano tornare positivamente ad altri contesti locali. Dopo di ciò, si avranno gli scambi e il dibattimento con i partecipanti del relativo gruppo di lavoro.
OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
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